basta onesti e disonesti, ovvero spiegare l'evasione oltre livadiotti

Davanti all'evasione fiscale la pubblica opinione è disorientata, per la mancanza di spiegazioni, e allora cerca di elaborarle "fati da te". In mancanza di meglio si dice "chi paga è "onesto" , e chi non paga è "disonesto", il che ha un capo e una coda, a differenza dei discorsi degli studiosi sociali del settore, che coi loro noiosissimi combinati disposti e arresti giurisprudenziali non si ascoltano più neppure tra di loro, passando dalla scienza sociale alla dissociazione mentale, giustamente ignorati da una pubblica opinione secondo cui "se questo è il livello faccio da sola". E quindi dopo i discorsi pseudoaccademici senza ne' capo nè coda (il che vale anche per l'accademia parafrofessionale tipo "norme e attributi) ognuno cerca di ragionare  per conto proprio. Anche le riflessioni sugli onesti e i disonesti hanno un capo e una coda. Ma trascurano la differente determinabilità della ricchezza, i sostituti di imposta, le organizzazioni contabili delle aziende, che prendono i soldi per conto del fisco e poi neppure lo sanno dire alla pubblica opinione  (ps le aziende devono fare medicine , caramelle, bicilette e panettoni, non giornali nè tentativi culturali, dove non sanno neppure valorizzare se stesse).

Se spieghiamo l'evasione con onestà e disonestà le prime colpevoli sono proprio le organizzazioni aziendali , viste come omoni assetati di profitto, con quei bilanci che tornano sempre al centesimo, che imbrogliano i consumatori, sfruttano i lavoratori, si  approfittano dei risparmiatori, etc. etc.. DIvertentissimo vedere che gli squilibri fiscali  dovuti alla ricchezza non intercettata dalle aziende sono messi in conto proprio alle aziende. Però poi la pubblica opinione inventa arzigogoli per portare la determinazione contabile dove le aziende non ci sono, con la tracciabilità e l'incrocio dei dati. Ma tanto nessuno riesce a spiegare che la tassazione è sempre stata strutturalmente valutativa, e che è una funzione pubblica, come lo smaltimento dei rifiuti, la salute, l'istruzione. Perchè dire "lotta all'evasione" se nessuno dice "lotta alla spazzatura", lotta alla malattia, "lotta all'ignoranza" e via enumerando?. Smettiamo di parlare del "partito degli  evasori", di "Lotta all'evasione", di onesti e disonesti per categoria economica. Altrimenti il paese si incapretta da solo, per colpa di chi avrebbe dovuto spiegare, certo, però si incapretta comunque e ci andiamo di mezzo tutti. Livadiotti dice cose lineari , con un capo e una coda. Diamogli una cattedra e teniamolo sulla materia, perchè ragiona e potrà fare progressi. A differenza di chi si  spartisce titoli accademici come patacche occupando le università e chiudendole al pensiero. 

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