Un fisco senza testa
I contribuenti pagano nella misura in cui avvertono la possibilità di una richiesta, che direttamente o indirettamente viene dalle istituzioni, in relazione a vicende "visibili", più o meno faticosamente. Le istituzioni guardano alla politica, cercando di farla contenta, e la politica guarda all'opinione pubblica, cercando di averne il consenso. Ma l'opinione pubblica in materia è completamente disorientata, perché nessuno spiega in modo sereno cosa sta accadendo. Prevale quindi una avvelenata visione moralistica, con la mitologia del contribuente onesto e del contribuente disonesto. Chi è accusato di essere "cattivo", ribatte che altri chiedono troppe tasse, per una spesa mal amministrata. Stupidaggini, che ricordano le credenze dei popoli primitivi, secondo cui le catastrofi venivano perchè "qualcuno aveva peccato".
Le aliquote c'entrano poco. Se sai di poterti nascondere evadi anche il 10 percento, specie se in termini di sanzioni costa più un ravvedimento operoso di una adesione. E' piuttosto la percezione di poter essere percepiti e ovviamente l'utilità marginale del denaro, e gli altri fattori che influenzano l'adempimento o l'accultamento. Tuttavia gli atteggiamenti da crociata sono proprio quelli che giovano a chi può mentire; e si comporta esattamente come chiunque farebbe al posto suo. Senza teorie, senza visioni di insieme cui richiamarsi, è più forte la spinta a seguire il proprio interesse particolare: del resto già è una spinta forte quando l'interesse generali si conosce, figuriamoci quando è reso nebuloso. Quindi ognuno indulge maggiormente alla propria convenienza, chi può nascondere lo fa, le amministrazioni si coprono, del resto in nome di cosa esporsi se non c'è una idea dell' interesse generale?, le macchine da soldi professionali (che avrebbero dovuto creare le teorie) fanno appunto soldi, i giudici smistano le sentenze alla meglio, chi può chiedere o offrire qualche bustarella lo fa, i politici pensano al consenso immediato, i giornalisti a qualcosa che faccia notizia, per riempire le pagine, l'accademia a far mercato di cattedre da usare come strumento di relazioni professionali. La mancanza di teorie, di spiegazioni d'insieme intorbida tutto. Allego i miei più recenti scritti sul bisogno sociale di una teoria della tassazione individuale e sulla dialettica tra capacità economica nascosta e palese.
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