Barche dei VIP , società di comodo e schizofrenia sociale sul fisco

A ferragosto si parla più di fisco che di tornei calcistici estivi; prima di tutto, questo conferma la schizofrenia sociale, di cui parliamo spesso su Dialoghi, connessa alla discriminazioni casuali connesse alla diversa determinabilità della  nella ricchezza tassazione aziendale (cioè attraverso le aziende, nel senso ormai noto ai lettori di dialoghi e www.fondazionestuditributari.com).

Attorno al fisco ci sono nervi scoperti che sfuggono ai politici, l’accademia non è in grado di spiegare, e i giornalisti utilizzano per riempire le pagine quando (come ad agosto) le notizie scarseggiano.  Stavolta si parla delle barche di Vasco Rossi e Massimo Boldi, che avrebbero la colpa di averle intestate a società di Charter loro riconducibili.

I giornali e le agenzie parlano di una imprecisata elusione fiscale, consistente nello “scaricarsi i costi” per barche esclusivamente usate dai proprietati delle società cui sono intestate. Non si capisce dove sarebbe il vantaggio, perchè, se ci si scaricano i costi occorre addebitare i ricavi a qualcuno, e quindi inevitabilmente agli utilizzatori titolari, pena imbarazzanti perdite e crediti IVA, che farebbero scattare accertamenti fiscali sul piano delle società non operative (di comodo). Senza bisogno che il fisco  ricorresse alle incomprensibili disposizioni della legge sulle società di comodo, ma semplicemente accertamento ricavi per prestazioni ai soci non fatturate. Nessun giornale ha scritto se le società si facessero o meno pagare dai loro proprietari, unico punto realmente rilevante nella vicenda.

Chi scrive, in una intervista radiofonica sul tema, ha fatto notare che l’intestazione di beni a società di Charter è anche uno strumento di snellezza per eventuali comproprietà della barca, sue messe a reddito in tempi di mancato utilizzo, vendite etc. E’ anche una vicenda che non ha nulla da spartire con le diverse storie dei “finti poveri”. Ma la schizofrenia sociale su una tassazione aziendale non spiegata all’opinione pubblica e alla classe dirigente, lacera anche sotto questo profilo la nostra coesione sociale.

Fa scattare invidie recondite, che si associano al sospetto di chissa’ quali irregolarità fiscali: Attori di successo+Yacht+ intestazione a società, uguale berlina mediatica per due professionisti di successo.

Il sonno della ragione ci porterà alle liste di proscrizione? Comunque vedremo di seguire la vicenda su dialoghi, anche per riesumare  il tema delle società di comodo. Che dopo la fase delle mode e dei tecnicismi sembra dimenticato,  senza alcuna ipotesi credibile sulla sua funzione strutturale.

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