Un bel caso di truffa carosello!

Altro giro altro episodio apparentemente oscuro nella richiesta delle imposte trasformata in  caccia alle streghe mediatica , dove giornalisti senza una minima idea di cosa sia l'evasione spiegano a un'opinione pubblica frastornata, che magari pensa al gioielliere o all'idraulico, che un tizio guadagnava  milioni senza avere mai fatto neppure la dichiarazione fiscale...dalle scarne informazioni riportate nell'articolo, chi ha riflettuto un minimo sul tema si fa una idea, perchè il tizio guarda caso commerciava in macchine agricole, dice l'articolo, che quindi vengono da agricoltori che, grazie al regime speciale, praticamente riescono a cederle senza un addebito sostanziale di IVA a chi le compra...il quale quindi può poter disporre di beni, da vendere con IVA, senza avere un'IVA a credito sul groppone...a questo punto chi si intende di frodi carosello ha già capito tutto...il nostro eroe , come risulta dall'articolo, vendeva con IVA a prezzo pieno, e poi se la intascava, senza versarla, nè avere qualcosa da perdere...e fa bene a dire che erano vent'anni che non pagava le tasse, perchè la sua attività non era di commercio, ma di frode IVA...approfittando di una nicchia di mercato dove l'IVa a credito poteva facilmente mancare...Questo non è un operatore economico evasore, non è proprio un operatore economico, che crea ricchezza..non è un evasore fiscale, ma un truffatore...

L CASO

«Le tasse? Sono vent'anni che non le pago»

Imprenditore bergamasco smascherato dalla Finanza. 
L'evasore totale girava a bordo di una Porsche Cayenne

(LaPresse)(LaPresse)
MILANO - Il vero dilemma è: le macchiette dei film dei Vanzina prendono spunto dalla realtà o è la realtà che imita le commedie vanziniane? Un industrialotto fermato alla guida di un aPorsche Cayenne, che ha intestato tutte le sue attività a un prestanome residente in Kenya e che si vanta di non aver presentato una denuncia dei redditi che sia una negli ultimi 20 anni, appartiene alla vita vissuta o alla finzione?

 

LA FINANZA - «Eppure è andato tutto così, le indagini sono lì a dimostrarlo»: nella sede della Guardia di Finanza di Pisogne, sponda bresciana del lago d'Iseo, temono forse di non essere creduti quando riferiscono della verifica fiscale che ha riguardato un imprenditore di origini comasche ma residente a Rogno. 
L'uomo al momento è stato denunciato per aver nascosto al fisco redditi per 7 milioni ai fini delle imposte dirette e dell'Irap, più un altro milione di Iva; ma è solo l'antipasto, perché quelli sarebbero solo i conti dell'azienda e adesso c'è da ricostruire il suo «pedigree» fiscale personale, essendosi lui stesso dichiarato evasore totale negli ultimi due decenni.

EVASORE TOTALE - Invisibile per l'Agenzia delle entrate, il protagonista della vicenda, che ha 49 anni, lo era di certo; ma non poteva rendersi invisibile anche fisicamente, visto che più volte era stato fermato per controlli stradali al volante di un Porsche Cayenne o di una Bmw X6 nei paesi attorno al lago d'Iseo. Lo spunto dell'indagine delle Fiamme gialle è partito da lì: l'uomo quasi ogni giorno faceva il giro degli uffici postali della zona prelevando in contanti somme tra i 5 mila e i 25 mila euro: altro passo falso, perché se da un lato il contante usato per operazioni sottobanco non lascia traccia, dall'altro ha attirato l'attenzione della Finanza.

IN KENIA - Nelle sedi dell'azienda, i militari non hanno trovato uno straccio di documentazione contabile riconducibile all'attività d'impresa, ma hanno ricostruito lo stesso una sorta di risiko: il nullatenente in Porsche aveva girato da anni le quote della sua società a un quarantenne milanese trasferitosi in Kenya e ora irreperibile; su questo prestanome sarebbero dovute ricadere tutte le responsabilità penali e civili. L'azienda si occupa di rivendere macchinari industriali a ditte che pagano con regolare fattura.

I CLIENTI -I clienti della ditta sono stati interrogati, tutti hanno confermato che ogni rapporto loro lo tenevano con il quarantanovenne di Rogno individuato dunque come amministratore di fatto dell'azienda; i movimenti sui conti correnti sembrano confermare questa posizione. L'imprenditore è già stato a sua volta interrogato dalla Guardia di Finanza di Pisogne, ma pare non essersi dato molta pena: ha candidamente svelato di non aver mai presentato una dichiarazione dei redditi, convinto forse di cavarsela addossando ogni responsabilità al compare disteso al sole del Kenya.

Claudio Del Frate22 novembre 2011 | 19:22

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