Piazza Italia: spezzeremo le reni agli evasori fiscali

da una parte le chiacchiere sull'evasione fiscale indicano quanto il problema sia stato trascurato dai tributaristi, ma indicano anche una tendenza nazionale a improvvisarsi esperti di qualsiasi cosa ed affrontare i problemi a chiacchiere. Intendiamoci, nell'esistenza umana i sogni sono importanti come spinte emotive, ed anche la Germania, quanto a propaganda e retorica, ci si metteva di impegno, vedi Goebbels, però si metteva di impegno anche sulla sostanza della guerra. Invece noi si vive di chiacchiere, tutti allenatori della nazionale, tutti presidenti del consiglio, tutti direttori generali dell'agenzia delle entrate, tutti hanno  la formula vincente, eh caro lei , lo saprei ben io  come stroncare l'evasione. Delle cose basta parlare, basta farsi vedere, basta finire sui giornali e poi sembrano fatte. Appunto a chiacchiere. Non mi pare che nessuno abbia capito per quale motivo entrano i 450 miliardi di euro di gettito tributario, premessa indispensabile per capire perchè i 120 (forse più) di ricchezza non registrata non entrano. Nessuno ha capito Parliamo di lotta all'evasione fiscale e ancora non abbiamo imparato a distinguere la maggiore imposta (e le sanzioni!!!) richieste per reinterpretazioni di vicende registrate , rispetto a quella dovuta alla scoperta di ricchezza nascosta. Ancora non abbiamo imparato a leggere le statistiche dell'agenzia delle entrate e della guardia di finanze, perchè avremmo capito, altrimenti che il costo di queste due strutture supera quanto entra dalla scoperta di ricchezza non registrata al fisco. Già cari lettori, perchè il grosso delle statistiche della cosiddetta lotta all'evasione dipende dalla cosiddetta evasione interpretativa, dove non c'è ombra di ricchezza non registrata. Mentre i 120 miliardi, che poi sono anche di più, dipendono solo da ricchezza non registrata. Su questo equivoco giocano le statistiche, perchè la scoperta di ricchezza non registrata , prevalentemente presso gli autonomi, viene sistemata con accertamenti che comunque sono verosimilmente inferiori alla ricchezza omessa. Quindi la sparata di Catricala'  a porta a posta, Nessuna pietà per gli evasori  «Nessuna pietà verso gli evasori, spareremo ad alzo zero», ha detto Catricalà, sottolineando che «chi evade le tasse, in un momento come questo, tradisce la patria». E ha detto che «bisogna stringersi intorno ai controllori perchè combattono gli evasori». Va rimandata a chi non ha mai saputo organizzare la richiesta delle imposte dove le aziende non arrivano. Ed ha disperso le energie dell'amministrazione per alimentare le statistiche di imposta recuperata sulle questioni di diritto , sui processi verbali di disquisizione, sulle questioni di lana caprina dell'abuso, dell'antieconomicità, dell'esterovestizione, contrabbandata per "grande evasione" solo perchè si accertavano tante imposte. Caro catricala' non c'è da mandare l'esercito contro gli evasori, chiedete, valutate, e vi sarà dato, ma non con la gazzetta ufficiale, con l'azione amministartiva. Che è l'unica cosa che non funziona in questo paese, visto che in francia le imposte le sanno chiedere con sistematicità, senza andare a rimorchio delle organizzazioni aziendali, facendole lavorare gratis e poi facendogli pure il tutoraggio sul regime giuridico di quello che dichiarano, non su quello che i padroni casomai nascondono. Ma siamo sicuri che uno stato incapace persino di richiedere le imposte se le meriti davvero?  

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