Corruzione, questa è la vera lotta e il vero 117

Le tasse si pagano  quando  qualcuno le richiede, e nella misura in cui una attività è organizzata si possono richiedere anche con la Gazzetta Ufficiale, ma è illusoria una "organizzazione fiscale" dove non ce ne sono i presupposti economici, come la ridicola contabilità  del gelataio!, e quindi  bisogna andare a chiedere. Perchè le acciaierie Marcegaglia  leggono la gazzetta ufficiale, mentre il fabbro  ferraio ci si pulisce metaforicamente le mani, dichiara diecimila euro, e aspetta di vedere un funzionario del fisco, che incrocia ricavi dichiarati e caratteristiche dell'attività, come il fisco fa da che mondo è mondo. Un ufficio che per farlo deve contemperare tempi limitati, personale scarso e  informazioni incomplete, e che quindi giustamente "ha paura di valutare", ha paura di essere ragionevole, perchè lui stesso sa, sospetta quello  che tutti  possono  sospettare, cioè le offerte illecite da parte del fabbro, perchè "chi manovra soldi neri li può dare ai finanzieri", perchè se è ragionevole teme di essere sospettato di essere stato "ragionevole a pagamento". E già l'espressione "ragionevole" suona come un quasi rinvio a giudizio per corruzione, ed è questo convitato di pietra, questo retropensiero, che blocca la richiesta delle imposte da parte di  chi corrotto non è, ma teme di essere considerato tale solo perchè non è stato ottusamente rigido. La mia sensazione è che proprio  i corrotti siano ottusamente rigidi con chi non unge le ruote, e non aspettino altra occasione che quella di gettare discredito e sospetti sui  loro  colleghi che invece, gravissima colpa, sono ragionevoli gratis, nel loro onesto lavoro di determinare le imposte. Qui scattano una serie di riti simbolici, come quelli di totò e fabrizi , con i verificatori che rifiutano un caffe' o vogliono pagare per fare una telefonata...chissà cosa c'è dietro quel caffe', che diventa un simbolo, un modo di dire "io non sono  disponibile alla corruzione" una scaramanzia, che però avvelena l'attività di controllo, spingendo a "non valutare", o ad essere sempre più fiscali possibile in modo da non assumersi responsabilità davanti a qualcuno che chiede, ma non potevi essere più fiscale. E magari questo qualcuno  è un bustarellaro che vuole alzare un polverone, per insinuare che siano  bustarellari tutti...mentre la mancata richiesta delle imposte dove le aziende non arrivano, la ritrosia verso  queste valutazioni, il tutoraggio delle grandi aziende, sbilanciato sulle questioni  di diritto, dove non c'è da valutare, è un riflesso  di questi timori ancestrali, contro  cui bisogna lottare. Se vogliamo che queste paure non blocchino per sempre la richiesta delle imposte, bisogna spingere i funzionari ad accettare il caffè, ed anche un panino, e quel gentile omaggio, il panettone o l'agenda, che le aziende fanno  ai  clienti e ai fornitori, perchè il clima della richiesta delle imposte deve essere di serenità. Non c'è bisogno  di stabilire per legge dove comincia la corruzione. Lo capiamo da soli che una vacanza pagata a nostra insaputa può non essere corruzione , ma omaggio ambientale nel quadro di vischiosi rapporti  amicali, per un importante consigliere di stato. Ma non c'è dubbio che sia corruzione per un capoteam controlli.  Verso  i corrotti bisogna essere molto duri, perchè un pasticcere sarà pure "ladro" ma vende bignè , che produce lui, mentre un corrotto vende il potere dello stato. Ma prima della "lotta contro  i corrotti" bisogna fare in modo che la richiesta delle imposte, dove le aziende non arrivano, non sia inquinata dalla paura di essere considerati corrotti, e quindi si possa fare finalmente il monitoraggio economico delle attività dove le aziende non arrivano, finalmente valutando. Quindi occorrono procedure interne chiare per individuare chi fa proposte corruttive. Cui bisogna rispondere sempre si, informare il controllo interno e far essere presenti due carabinieri in borghese quando vola la mazzetta , e sbattere in galera il corruttore. E il contribuente dovrà fare altrettanto in caso  di concussione. Questa si che è la vera lotta, il fenomeno che si può e si deve estirpare se si vuole che la richiesta delle imposte funzioni. Se continueremo a fare gli struzzi, a glissare sul problema, a tenerci questo clima di sospetto, non ci sarà blitz antievasioneche tenga. E qui vi racconto una storia che so per sentito dire....

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