Una manovra che rispecchia la confusione sociale sulla tassazione attraverso le aziende

Le manovre enunciate da ultimo danno una prima sensazione di confusione, interna all'opinione pubblica italiana, almeno in materia fiscale. Perchè si tratta di manovre che colpiscono la ricchezza palese, mentre sono inutilmente feroci per cercare quella nascosta. Quest'ultima viene affrontata con la solita "faccia feroce" verso gli evasori, la chiusura dell'esercizio, la riscoperta della gogna fiscale "alla visco" (allora "meglio l'originale"), la tracciabilità anche del pagamento della pizza, un guazzabuglio di frasi fatte da conferenza stampa, invece dell'avvio della richiesta delle imposte dove le aziende non arrivano. La via punitiva su quattro malcapitati non ha senso. Non ha senso sanzionare un pasticcere, un parrucchiere, un produttore di mobili, un vivaista, un oculista, sospendendolo dall'albo perchè non ha fatto tre fatture....torchiamo qualcuno per caso, mentre gli altri continueranno a fare lo stesso...Per qualcuno diremo "è un bravo oculista, ma l'abbiamo radiato dall'albo perchè non faceva la fattura". E' la solita sciocchezza di utilizzare le sanzioni come surrogato della richiesta delle imposte. Perchè davanti a chi fa il suo lavoro di autonomo o di piccolo imprenditore, il "colpirne uno per educarne cento" non funziona. La punizione può essere un elemento della richiesta delle imposte, ma non può sostituirla.  Ma siccome nell'opinione pubblica striscia il filone dell'"evasore untore", allora i politici cercano di cavalcarlo. riflettendo il disorientamento dell'opinione pubblica. Questa schizofrenia collettiva, di cui non vale neppure la pena di occuparsi nel dettaglio, confermaa la difficoltà enorme di portare la tassazione dove le aziende non arrivano. Perchè non si è neppure capito che è questo che bisogna fare. Oppure lo si è capito, ma si pensa che l'opinione pubblica non possa capirlo. QUindi l'unica strada è alfabetizzare l'opinione pubblica sui fondamentali della tassazione attraverso le aziende, e anche dell'organizzazione sociale. Capendo che la politica , nera rossa azzurra gialla o a pallini, rifletterà sempre la confusione dell'opinione pubblica, quando questa p in confusione. Elaborando leggi che neppure vale la pena di commentare nel dettaglio dei casi limite che tanto piace ai professionisti. Noi continueremo ad approfondire quello che si dovrebbe fare, per la determinazione della ricchezza ai fini tributari, non quello che fa il legislatore, spinto da queste schizofrenie sociali.

C'è anche un'altra conferma, cioè che la sistematizzazione della tassazione non può venire dai professionisti, nè anche se "in cattedra".  Gli uomini di causa, di processo, possono sistematizzare il processo, non un segmento dell'organizzazione sociale. Certo, hanno la concretezza, ma è una concretezza che non viene loro dallo studio, bensì dalla professione, e quindi è una concretezza a portata di qualsiasi professionista. Per la sistematizzazione ci vuol altro.

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