Problemi mediatici di una teoria della tassazione
C'è la possibilità di comprendersi, tra persone che ragionano sull'organizzazione sociale e la tassazione, anche con retroterra molto diversi, come conferma questo dibattito televisivo cui ho partecipato ; certo, armati solo delle spiegazioni moralistiche dell'adempimento e dell'occultamento della capacità economica, anche i giornalisti sono in difficoltà; però chi ragiona sui contenuti si può evolvere, è aperto al confronto. I discorsi sui contribuenti infedeli, sul fisco vessatorio, sulle aliquote eccessive, solidarietà, sviluppo...C'è possibilità di mettere ordine nel campionario di frasi fatte, nè giuste nè sbagliate, che potrebbero avere sensi diversi, intrecciarsi variamente con la sensibilità, le esperienze e le convinzioni dei lettori. Se si rileggono articoli di vent'anni fa sembrano scritti ieri e potranno essere utilizzabili anche domani. Il compito del giornalismo è di "dare le notizie" e non di crearle, con le solite inchieste, che ci si inventano perchè non c'è altro da scrivere. Il giornalismo è importante come cassa di risonanza dell'atteggiamento sociale collettivo, che condiziona la politica e quindi le istituzioni. Se c'è un disorientamento sociale, è legittimo che il giornalismo ne sia lo specchio e la cassa di risonanza. Il giornalismo dà visibilità. Anche i giornali diventano una "istituzione", che si autolegittima, cerca di acquisire importanza, di creare o di difendere i propri "esperti",; che a un certo punto il giornale valorizza perchè si identificano con lui (questa è ad esempio una legittima spiegazione delle stereotipe prediche di De mita sul sole 24 ore). I problemi ce li abbiamo sotto gli occhi da decenni, ma se non li capiamo non possiamo risolverli. Possiamo solo creare fuochi di paglia, attirando l'attenzione ..allego due articoli a caso! e questo è l'altro...vanno benissimo , ce ne sono stati tanti prima e altri ce ne saranno, se gli studiosi non mettono ordine in modo gradevole e convincente.
A proposito, per capire l'atteggiamento di cui sopra, incisivo e riduttivo al tempo stesso, è interessante anche la recensione di due volumi sull'evasione, pubblicata su Dialoghi , uno di Roberto ippolito, che parteicpava al dibatitto indicato sopra....certo che Ippolito "Evasori, chi, come , quanto" Inchiesta sull'evasione fiscale..forse dice chi, forse quanto, ma non dice "perchè"..indicando la diversa determinabilità della capacità economica, con le sue sfumature, a cui dobbiamo pensare noi.....
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