MONTI e la cambiale di TREMONTI

In una informazione sempre più appiattita sulla quotidianità, ci si dimentica che la manovra di ieri è uno dei lasciti mediatici del precedente governo. Che assecondava in modo creativo l'illusione popolare che la legge , il potere, sia onnipotente, facendo una legge che "ipotecava il futuro", secondo cui "o si rivedevano analiticamente 400 agevolazioni, o si doveva aumentare l'IVA di due punti. Questo tipico esempio di legge da conferenza stampa era del luglio 2011, poi c'è stata la tempesta finanziaria, lo spread il governo monti, la BCE che comprerà  titoli pubblici, la discesa momentanea dello spread, ma la cambiale del precedente governo è arrivata a scadenza: il 2013 è alle porte e bisogna legiferare sugli "impegni" del governo precedente. Non ci sono le condizioni per far finta di niente, sostenendo che "le cose sono migliorate"  e lo spread è sceso (perchè la BCE stampa moneta).

Non ci sono le competenze per toccare chiururgicamente 400 agevolazioni senza provocare un vespaio  politico, e il loro taglio percentuale (mediaticamente previsto dalla cambiale tremonti) era  ingestibile, l'aumento  secco  dell'IVA era  improponibile a una opinione pubblica spazientita dai salassi Montiani e che voleva un taglio delle tasse. Cosa inventa "Monti" per disinnescare "la cambiale Tremonti"?. Esce una manovra "mediatico contabile", dove al governo resta in tasca qualche spicciolo, accompagnato dall'effetto di annuncio del taglio  dell'irpef per i redditi più bassi. Così si può andare in conferenza stampa a testa alta, in un paese che è il massimo  produttore mondiale di chiacchiere.

Tra la comunicazione e la realtà c'è il solito  abisso, il taglio  irpef sono pochi spicci, al massimo  300 euro, che non cambiano la vita, ma il governo , la Pubblica amministrazione, non hanno strumenti per vedere chi sono i veri poveri, per distinguere le varie situazioni. Il reddito  irpef è un indizio debolissimo, ma è abbastanza per dire nei talk show "abbiamo  ridotto le tasse". Per il resto i soliti problemi: l'aggravio IVA colpisce solo chi la paga, cioè la grande distribuzione e il commercio  "controllabile", l'extracomunitario col transit se ne frega. Sui tagli di spesa siamo  d'accordo, ma bisogna vedere in che misura incidono davvero sugli sprechi, magari nelle alchimie della contabilità pubblica , dei tagli fatti dall'alto, chiudi la struttura che funziona e lasci quella che non serve a nulla: la spesa pubblica è un buco nero dove nessunosi prende rischi e una lampadina costa otto volte quanto costerebbe chiamando un operaio, e venti volte quanto costerebbe facendo da soli.

Finito l'effetto di annuncio, di Monti e di Tremonti, il popolo, tanto abile coi suoi problemi personali,  resta con le sue illusioni sull'onnipotenza della politica per quanto riguarda l'orga nizzazione sociale. Bisogna che la politica, espressione delle classi dirigenti, smetta di lasciar credere all'opinione pubblica di avere la bacchetta magica.

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