Il compito dei giornalisti non è quello di costruire teorie, compresa quella della tassazione, ma di registrare quello che accade nella società...se poi ci sono delle spiegazioni convincenti penseranno a registrarle, e a diffonderle, ma se non ci sono non possono certo crearle. Per questo ripetutamente, quando escono i dati delle dichiarazioni dei redditi, vengono pubblicati .articoli come quello che segue, in cui si presuppone che la dichiarazione sia lo schedario della ricchezza. Invece è solo la somma di quello che intercettano le aziende e viene segnalato al fisco. Il resto dei redditi neppure deve essere dichiarato, oppure -se deve esserlo- in mancanza di segnalazioni delle aziende- nessuno controlla che lo sia. La diminuzione dei redditi erogati dalle aziende segna la crisi della tassazione aziendale, cioè la mancanza di significatività dei dati emergenti da essa rispetto alla situazione economica del paese risultante dalla comune esperienza. Man mano che i redditi erogati dalle aziende diminuiscono, si sente sempre più il peso della perdita del controllo del territorio da parte del fisco. Poi c'è il dato delle società di capitali, che vengono confuse con le aziende...stupendosi che la metà delle società di capitali non versi nulla. Questo dà la misura di come il fisco sia fuori controllo sia per l'agenza delle entrate sia per l'opinione pubblica. seguono i commenti sulle dichiarazioni 2007 dal sito de "Il tempo"
Notizie - Economia
I dati Dipartimento delle Finanze: la metà delle società di capitali non ha versato niente
Un italiano su 3 paga zero al fisco
2007 Il 50% dei contribuenti ha incassato meno di 15 mila euro»
Italiani popolo di poveri oppure di evasori. Questa la prima impressione che si ricava dai dati delle dichiarazioni dei redditi del 2007 e presentate dai contribuenti nel 2008. Dalle elaborazioni risulta, infatti, che Il 27% dei cittadini , quasi uno su tre, paga zero Irpef all'erario. Incrociando i dati si ottiene anche la distribuzione della ricchezza tra le famiglie. La metà dei contribuenti non versa in ottime condizioni economiche non superando nei modelli fiscali i 15.000 euro. Il 91% dei contribuenti dichiara redditi non superiori a 35.000 euro mentre i «Paperoni», almeno stando alle dichiarazioni, sono davvero pochi: circa l'1% dei contribuenti ha infatti redditi superiori ai 100 mila euro annui. Lo squilibrio delle imposte emerge anche osservando i dati relativi all'Iva: l'81% di chi la versa ha un volume d'affari fino a 185.920 euro, ma - nel complesso - paga solo il 9% dell'ammontare totale dell'Iva incassata dallo Stato. Una delle novità delle ultime elaborazione riguarda però il numero dei contribuenti a zero-Irpef. Sono il 27% dei circa 30,5 milioni di contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi. La spiegazione non è però sempre la malafede dei contribuenti. Molti infatti non non pagano l'imposta sul reddito delle persone fisiche per effetto del reddito basso, oppure perché riescono a compensare l'imposta dovuta con deduzioni e detrazioni. Come, ad esempio, gli interessi passivi sulla prima casa, oppure le detrazioni per i figli o gli sgravi per le ristrutturazioni. Le statistiche consentono anche di calcolare che, nel 2008, i contribuenti italiani hanno pagato un'Irpef pari al 18,4% del proprio reddito, versando poco meno di 5.000 euro: esattamente 4.670 euro pro-capite. Basso il reddito complessivo medio che si è attestato a 18.661 euro e rispetto all'anno precedente pur aumentando su base nazionale dell'1,9%, con un incremento minimo nelle Isole e massimo nelle regioni del Nord-Est. Il tipo di reddito dichiarato deriva per il 78% da redditi da lavoro dipendente e da pensione, per il 5,5% da redditi da partecipazione, per il 5% da redditi di impresa e per il 4,2% da redditi da lavoro autonomo. Per quanto riguarda le aziende il Dipartimento segnala che nel 2007 le dichiarazioni delle società di capitali hanno raggiunto il milione di unità, con un aumento di circa il 4,1% rispetto al 2006. E quasi una società su due risulta in perdita per il fisco: «la quota di società con imposta netta positiva - è scritto nel comunicato diffuso dal dipartimento - ha raggiunto il 52,6% del totale (circa 526.000), quota sostanzialmente identica a quella del 2006 (+0,2%)». Infine per quanto riguarda l'Iva i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per il sono stati 5.700.033 (-1% rispetto al periodo d'imposta precedente).