Il fallimento dello stato

L'organizzazione sociale deriva dall'intreccio di accordi privati  e autorità pubbliche, che è poi il riflesso di stato e di mercato. I libri di scienza delle finanze, di economia, parlano tutti di fallimento del mercato...ma ci mancherebbe altro che qualcuno avesse mai realisticamente creduto che il mercato regolerà tutto, anzi il problema è un nuovo "mix" una combinazione tra stato e mercato, in modo che lo stato  sia all'altezza delle maggiori complessità del mercato, delle nuove esigenze che derivano dal mercato. Ebbene le vicende della grecia, dell'Italia di questi giorni, sono una conferma del fallimento dello stato , della spesa pubblica , della rigidità burocratica, dello spreco che preleva la metà del PIL, trasformandosi in enorme ente erogatore di stipendi... dando in cambio prevalentemente sprechi, fastidi, seccature e rotture di scatole... L’apparato produttivo manifatturiero italiano, il malandato capitalismo familiare di cui parliamo spesso su Dialoghi, per ora resiste alla crisi, con tutte le sue manchevolezze, ma con elasticità, restando piccolo e potendosi muovere "al di sotto" di un apparato soffocante di burocrazia.
I timori nascono invece dall’emisfero pubblico dell’economia, con una spesa pubblica criticabile non tanto per il suo ammontare quanto per la sua inefficienza, per l’alto costo dei servizi pubblici rispetto al loro livello qualitativo. Quando l'economia cresce, o tiene le posizioni, questa inefficienza può essere sopportata, ma ora è una palla al piede della collettività. Tanto che un comportamento indubbiamente antisociale, l’evasione fiscale, finisce per apparire come valvola di sfogo. Perché almeno in questo modo una parte di ricchezza prodotta non va a finire nel pozzo senza fondo della spesa pubblica. I veri costi della politica non sono direttamente le clientele, gli amici , i furti, ma le spese inutili fatte per poterci innestare sopra i furti, i favori, le clientele. Possiamo permetterci l'assunzione di amici e parenti , ma non la creazione di nuovi enti solo per avere visibilità politica, per dire in conferenza stampa di "aver fatto qualosa": è la stessa idea di onnipotenza della politica a creare spesa pubblica, rendendo cioè la politica ostaggio della sua immagine salvifica, accreditata presso la pubblica opinione”. Spesa pubblica non significa solo assunzione di amici e parenti, ma anche margini di manovra per la politica, margini mutevoli e effimeri, con opere iniziate e poi abbandonate solo perchè era stato consumato il relativo effetto annuncio, perchè il dividendo politico era stato incassato, perchè altri politici non si sentivano obbligati a proseguire iniziative "targate" con l'immagine di un altro politico...perchè i nuovi politici, anche dello stesso partito, scaricavano le iniziative precedenti, volendo iniziative "tutte loro": magari per i fini più nobili di tutelare il turismo, di creare strade, di potenziare porti, di ristrutturare acquedotti, di rimuovere i rifiuti, di spegnere gli incendi. Obiettivi nobilissimi , ma piegati alla visibilità personale, prima ancora che alle clientele. Perchè il mercato è piu' responsabilizzante,  più "misurabile in base al consenso". Mentre il consenso politico è evanescente, mutevole, distratto, inadeguato a controllare , rispetto al consenso contrattuale , dove ciascuno deve mettersi le mani nel portafogli, e quindi inevitabilmente si interessa. Sotto i nostri occhi, in Italia sfila il fallimento dell’economia pubblica, paralizzata da un legalismo diventato pretesto, e che si appoggia sempre più all'esternalizzazione, al subappalto di servizi al privato. E' il riflesso di una opinione pubblica semianalfabeta in materia economico sociale, ancora dietro allo slogan privato è brutto pubblico è bello. come se il profitto non fosse il compenso delle capacità organizzative. Eppure è quello che è accaduto col referendum sull'acqua , esempio di quel gran numero di servizi di interesse collettivo paghiamo allo stesso tempo sia la struttura pubblica sia quella privata (la sanità pubblica e le cliniche private, la scuola pubblica e quella privata, le concessionarie e le società appaltatrici della PA) . Anche la richiesta delle imposte è esternalizzata attraverso le aziende, che fanno gli esattori del fisco gratis. E' il fallimento dell'organizzazione pubblica nell'adeguarsi alle complessità sociali indotte dal mercato, una conferma della progressiva deriva burocratica. Non è un fallimento dell'idea di stato, ma dell'idea di stato padreterno che provvede a tutto , di "miracolismo della legge", tipico scaricabarile, sublimazione dell'idea secondo cui "ci deve pensare qualcun altro , io mi chiamo fuori".

A proposito della politica che piange sulla mancanza di soldi da spendere vedete questa esternazione del governatore della campania che invoca una "patrimoniale sui redditi alti"...che non si sa dove sono...qualcuno gli dovrebbe spiegare la proletarizzazione dei ceti medi...e che quelli alti sono i patrimoni, che però non si riescono a raggiungere con la tassazione attraverso le aziende...

 

Manovra/ Caldoro: al sud effetto devastante, una stangata
Venerdi, 15 Luglio 2011 - 09:20

 

L'effetto della manovra sul Mezzogiorno sarà devastante. Lo dice Stefano Caldoro, Governatore della Campania, al Mattino. "Il via libera alla manovra è necessario, sacrosanto il richiamo del Presidente Napolitano a velocizzare i tempi. Ma per le Regioni, specie per quelle del Sud, l'impatto diventa ormai non più sostenibile. A meno di non eliminare o ridurre i livelli essenziali delle prestazioni", dice Caldoro. Questo "vuol dire che bisognerà continuare ad intervenire sui servizi, sulla sanità, sul welfare, sui trasporti pubblici. Per la prima volta viene tagliato il fondo sanità, le risorse destinate ad asili nido e ad altre spese del welfare subiranno ulteriori ridimensionamenti". Quello che serviva erano "coperture più coraggiose. Sulla previdenza, anticipando l'innalzamento dell'età pensionabile al primo anno e intervenendo sulle pensioni più ricche. Poi, sui consumi, con un lieve ritocco dell'Iva. E poi introducendo una patrimoniale sui redditi alti. Si sarebbe impedita l'ennesima stangata su Regioni ed enti locali".

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