Non vogliamo parlar male del presidente della repubblica

Perchè le istituzioni, cioè l'agenzia, le commissioni tributarie, il parlamento, la politica, e anche il presidente della repubblica, secondo un motto della fondazione studi tributari, si spiegano, si analizzano, ma non si criticano. Sono "il dato" del ricercatore sociale. Non si criticano, non si lodano,  e non ci si aspetta niente da loro, così come lo scienziato non si aspetta nulla dal DNA, dai protoni, dalle particelle nucleari. Però ci allarmiamo perchè le istituzioni sono lo specchio del gruppo sociale, e se è vero come è vero che il 95 percento dei controlli fiscali sono "positivi", allora il 95 percento dei nostri operatori economici "non è degno di essere italiano". Eppure sono loro che producono e portano le merci, fanno servizi , creano attività economica. E non sono degni di essere italiani? E noi l'occupazione la facciamo creare ai sindacalisti, ai marescialli, ai professori e ai giornalisti? 

Nelle parole del presidente della repubblica, che come istituzione è lo specchio del nostro gruppo sociale, traspare il disorientamento e la confusione che ci pervade. Scarico da google un aforisma di Euripide Quelli che dio vuole distruggere, prima li fa impazzire.Euripide (484-406 a.C.), poeta tragico greco. Più che pazzia , c'è la totale confusione  che viene dalla mancata comprensione dell'organizzazione sociale (cfr. il mio "le scienze dell'organizzazione sociale" par. 6.1. e 6.2). Dietro  le parole, in buona fede, del presidente della repubblica, c'è il bisogno collettivo italico  di trovare un capro espiatorio. davanti a una catastrofe l'importante...è trovare qualcuno cui dare la colpa...senza pensare che non abbiamo gli evasori, ma l'incapacità di richiedere le imposte dove le aziende non arrivano....e nella disorganizzazione dell'apparato pubblico italiano- i miliardi versati dagli evasori....sarebbero con ogni probabilità stati sprecati lo stesso. 

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