Tornano i tribustaristi (ma se n'erano mai andati?)
Secondo uno dei miei aforismi fiscali , non me ne abbiano gli amici della GDF, chi maneggia soldi neri li può dare ai finanzieri. La prima possibilità di chi nasconde ricchezza al fisco è di non essere scoperti, ma se proprio succede allora scatta il piano B, come busta , e cosa c'è dentro lo sappiamo tutti. Al di là dei finanzieri , che ho coinvolto per ragioni di rima baciata, ci sono dentro un pò tutti da funzionari infedeli dell'agenzia delle entrate ai giudici tributari. Non mancano gli accademici, con ricercatori e ricercati , ordinari, associati e associati alle carceri. Tutti fanno gli struzzi fingendo di non vedere che la corruzione è immanente quando si gestiscono gli interessi altrui, dai tutori agli amministratori di condominio, ed è un fenomeno che non si può esorcizzare con le leggi, ma con cui occorre confrontarsi nella prassi. Prima di tutto evitando di paralizzare la fisiologia con la paura della patologia, creando tensioni dove gli onesti sono immobilizzati e che i disonesti utilizzano per alzare i prezzi. La ragionevolezza e il buonsenso sono la prima vittima della corruzione, tanto è vero che "ragionevole, nel gergo degli smazzettatori , vuol dire "avvicinabile", con una busta in mano, da uno di cui si fida. Se gli onesti smettono di essere ragionevoli, per paura di essere considerati corrotti , i disonesti aumentano i prezzi per essere "ragionevoli a pagamento". Magari solo per assumersi una responsabilità, magari solo per risolvere un problema che, in un clima più sereno, andrebbe a posto spontaneamente, con una telefonata. C'è chi si riempie la bocca con l'indisponibilità del credito tributario e poi si scopre che ne disponeva sottobanco intermediando o ricevendo mazzette. E' la "doppia morale", dove l'indisponibilità e il rigore diventano un pretesto per alzare i prezzi. E' un effetto della drammatizzazione del clima , dei toni da crociata, da santa inquisizione, in cui poi molti inquisitori sono i primi a cercare torbidi amplessi con le streghe su cui gettano anatemi. Sbagliero', ma i più intransigenti, quelli che "si spezzano ma non si piegano, neppure davanti al senso comune, sono i primi a squagliarsi come neve al sole al primo frusciar di banconote. Anche qui non servono le leggi, serve il buonsenso e il pragmatismo, come negli stati uniti, secondo quanto dicevamo tempo fa. L'appiattimento del diritto sui materiali crea il tabù, spinge la stragrande maggioranza di chi rifugge da simili pratiche a stendere su di esse quasi una sorta di velo, mentre negli stati uniti ci sono procedure apposite. bisogna dire di si e avvertire l'audit. In modo da arrivare alla "dazione" e scoprire , a quel punto, se è stato davvero il funzionario a chiedere o il contribuente a offrire. Certo è che non si può, come da noi, nascondere la testa sotto la sabbia e parlare di "mele marce".
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