L'opinione pubblica è disorientata, i media la riflettono, anche e le istituzioni devono adeguarsi

Il resoconto di questa intervista è un simbolo dei luoghi comuni in cui è inviluppata, sul fisco, la nostra opinione pubblica, ed ai quali neppure il direttore dell'agenzia delle entrate può contrapporsi, ma che deve in una certa misura assecondare. C'è un po' tutto il repertorio, dalle manovre con cui da domani si volta pagina (la stessa cosa che sentiamo dire da decenni), che gli 007 del fisco hanno già nel mirino case e conti correnti. Per carità, come messaggioall'opinione pubblica va bene, anche perchè la moral suasion è importante, ma su questo sito di tecnici sappiamo quali sono i problemi veri. Cioè l'impossibilità di inserire una determinazione contabile e ragionieristica dove le aziende non ci sono, contando le spese minute fatte dalla gente, inseguendo lo spesometro senza valutare, ed è proprio questo il punto. Delle innumerevoli banche dati dell'amministrazione non sapremo mai che farcene fino a che non le utilizzeremo per valutare, stimare, ragionare per ordine di grandezza. Se vogliamo riproporre la contabilità nell'accertamento perdiamo solo tempo. Come il pastore che, col tutoraggio,  fa la guardia al cane, cioè metaforicamente quello che le aziende dichiarano,  mentre le pecore scappano. E praticamente, con la chiusura degli uffici locali, ci creiamo paradisi fiscali, zone franche, dentro casa...

Ma ecco il resoconto...Redditometro, si parte tra un mese". Case e conti correnti nel mirino del fisco

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate annuncia il nuovo redditometro. Insieme allo spesometro e al controllo sui conti bancari dovrà scovare 120 miliardi di evasione

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Il fisco stringe i tempi per il varo del nuovo redditometro. "Sarà operativo entro un mese, stiamo già effettuando i primi controlli sui conti correnti e sulle posizioni titoli": lo ha dichiarato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervistato da Sky Tg24. "Abbiamo delle banche dati ricchissime che ci consentiranno di mettere in relazione le dichiarazioni dei redditi con le spese effettuate dai contribuenti".

 

Più che un annuncio sembra una minaccia per tutti i contribuenti che evidenziano una forte differenza tra tenore di vita e redditi dichiarati. Sono alcune centinaia di migliaia e su questi si concentreranno gli 007 del fisco.

 

Il potenziamento della caccia all'evasore arriverà con un azione congiunta tra redditometro e spesometro. "Una novità è che dal prossimo anno tutte le spese sopra i 3.000 euro [al netto di Iva, quindi 3.630 per i consumatori, dopo l'entrata in vigore della nuova aliquota al 21%, n.d.r.] verranno comunicate a noi quindi nel redditometro entreranno le spese per l'abitazione, le barche e così via", ha continuato Befera. "Potremo confrontare il reddito dichiarato con le spese importanti effettuate e anche con la movimentazione finanziaria, tramite i conti correnti".

 

Un gioco a tre punte

 

Un filtro che, nelle intenzioni del fisco, dovrebbe bloccare tutta la gamma dei fenomeni di evasione:

 

•  con lo spesometro - che obbliga tutti i negozianti a raccogliere e comunicare all'Agenzia delle Entrate i dati anagrafici e il codice fiscale dei clienti che fanno acquisti superiori ai 3.630 euro - si intercettano le spese di un certo valore;

 

•  con il redditometro - che si concentra invece sulle proprietà di valore (ville, auto di grossa cilindrata, yacht, ecc.) ma anche sugli stili di vita (viaggi, club esclusive ecc.) - si evidenziano gli indicatori di reddito non dichiarato;

 

•  infine il controllo sui conti bancari segue i flussi di denaro anomali, anch'essi potenziali indizi di redditi nascosti.

 

La lotta all'evasione non si fa coi condoni

 

Sempre secondo il direttore dell'Agenzia delle Entrate le somme recuperate "supereranno gli 11 miliardi nel 2011" e l'obiettivo è quello di "ridurre drasticamente la piaga italiana dei 120 miliardi di evasione".

 

Una posizione decisamente critica è arrivata anche sui condoni, che "sono il contrario di quello che vorremmo noi". E sulla cui efficacia Befera ha forti perplessità: dal condono cosiddetto "tombale" 2003/2004 non sono ancora stati incassati circa 4,2 miliardi di euro, "di cui almeno metà è relativo a imprese sparite o inesigibili. Alla fine potenzialmente la somma da incassare è solo di 1 miliardo".

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