Giovani minimi: troppa grazia san Giulio
Sul sole 24 ore di oggi (due febbraio 2013) c'è un articolo sui giovani minimi, quelli tassati al 5 percento per capirci, che deve far riflettere sulla "neutralità fiscale" delle forme giuridiche di prestazione d'opera rispetto al regime tributario applicabile. A pensarci bene è un altro istituto connesso alla normativa redatta non per governare, ma per comunicare. Si tratta di disposizioni non indirizzate ad amministrare la società, ma a procurare consenso, cioè pura propaganda dove l'attività di governo vira verso le chiacchiere, nella migliore tradizione degli otto milioni di baionette e dello spezzeremo le reni alla Grecia. Questa degenerazione mediatica si è innestata su una intuizione di sostanza del governo di centrosinistra del 2006-2007, incapace di comunicare e quasi imbambolato, ma che un'occhiata ai contenuti ogni tanto la dava, magari male. Appunto, ci si era resi conto dell'assurdità di far tenere la contabilità ai piccoli contribuenti, sostituendola con la conservazione delle fatture e con una imposta sostitutiva al 30 percento (del che si poteva fare a meno). Tutto ciò indipendentemente dall'Età anagrafica del contribuente, ma due anni dopo , un pò per i soliti sospetti che in questo nuovo regime "ci si infilassero tutti" , un pò per fare un pò di immagine in conferenza stampa (a favore "dei giovani") il regime venne limitato agli under 35 con un abbassamento dell'imposta sostitutiva al 5 percento. E' uno dei tanti provvedimenti "mediatici" inanellati da Tremonti , che non sono ne' giusti nè sbagliati, ma solo propaganda , comunicazione senza contenuti, dalle società di comodo, all'anagrafe patrimoniale dei dipendenti del fisco, alla porno tax, alla tubo tax, alla robin hood tax, alla vendita mediatica della riforma pex del 2004, all redditometro di massa, al tutoraggio fiscale dei grandi contribuenti, fino alla agevolazione fiscale sui giovani e per i distretti industriali, è una lunga scia di provvedimenti finalizzati alla comunicazione mediatica, su cui andrebbe scritto un post a parte. Nel nostro caso , siamo così passati da un provvedimento "a regime" ad una agevolazione fiscale, che potrebbe anche andare bene per lo start up di nuove imprese al consumo finale, ma che rischia di inserire cunei fiscali (ed arbitraggi) su attività già esistenti, dove il collaboratore dipendente, a tempo determinato o a progetto, viene trasformato in collaboratore autonomo al 5 percento. Quindi il collaboratore del titolare o il figlio del titolare si inseriscono in una attività già esistente, con tassazione al 5 percento. Per gli altri rimane la contabilità dei pasticceri e dei tassisti. Ovviamente il sole di oggi (18 febbraio) non coglie minimamente il problema. L'informazione non può sostituire la formazione, però è simpatica la tendenza a costruire una notizia su quello che tutti sanno. In questo popolo di giornalisti nulla fa più notizia di una non notizia, me lo diceva Marco fabio Rinforzi, responsabile di norme e tributi tanti anni fa.
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