Autonomi? vuoi vedere che dichiarano sin troppo?

L'articolo che segue, dal 24 ore di domenica 20 maggio, conferma la mia sensazione secondo cui, ad onta dei luoghi comuni sulla mancanza di senso civico, l'egoismo, i "parassiti sociali" della pubblicità dell'agenzia delle entrate, i lavoratori autonomi "visibili" dichiarino cifre relativamente elevate. Già ma elevate rispetto a cosa? Sono  cifre elevate se si considera che loro , con sistematicità, non li tassa nessuno, cioè non li tassano i grandi esattori del nostro paese, ed i lettori del sito avranno  già capito che mi riferisco alle aziende "pluripersonali". Sono cifre elevate se si pensa che nei loro confronti la tassazione si basa sulla gazzetta ufficiale e sui comunicati stampa. E' una tassazione "virtuale", che tuttavia produce effetti complessivamente notevoli. Perchè sono pochi i pasticceri e i carrozzieri che si rendono conto della improbabilità di un controllo...e la maggior parte sovrastima fortunatamente per le casse erariali, le possibilità di intervento. Se queste ultime fossero riposizionate sui piccoli, che evadono tanto di poco, la "compliance" salirebbe ancora un pò...dopodichè un pò di cresta gli indipendenti la fanno dappertutto  , pure in America e in Danimarca.

La ricerca. I dati del periodo d'imposta 2010 sole 24 ore del 20 maggio 2012
Cresce il reddito dichiarato dagli autonomi 
IL QUADRO 
Aumenta la disponibilità alla «tax compliance» nonostante il calo del numero complessivo dei soggetti 
Francesca Milano
MILANO
La «tax compliance» inizia a dare i suoi frutti. Secondo uno studio del dipartimento di Economia e impresa dell'Università degli studi della Tuscia l'effetto deterrenza ha spinto i lavoratori autonomi, per il 2011, a dichiarare di più. Merito, probabilmente, dell'attività di contrasto all'evasione fiscale, che nonostante la crisi ha portato al risultato di far aumentare l'ammontare totale del reddito dichiarato.
Lo studio ha analizzato il numero di contribuenti e l'ammontare del reddito complessivo al netto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati: il risultato è che nel periodo d'imposta 2010 l'ammontare del reddito è aumentato, passando dai 331 milioni dell'anno precedente a 338 milioni. E questo nonostante il calo il valore assoluto dei contribuenti, che nello stesso periodo sono scesi da 21 a 20 milioni.
L'incremento del reddito dichiarato si spiega guardando i dati relativi alle fasce di ricchezza dei soggetti: nel 2010, si legge nello studio dell'Università della Tuscia, «si è verificato il passaggio di molti contribuenti da una fascia inferiore di reddito ad una più alta, nonostante l'obiettiva crisi economica e finanziaria di questi anni». Il numero dei contribuenti che dichiara redditi oltre i 100mila euro è passato da 133mila del 2007, 2008 e 2009 a 140.882 del 2010.
È aumentata, anche se di poco, la fetta di contribuenti oltre i 200mila euro, che nel 2010 sono stati 31mila, contro i 29mila del 2009: l'incremento di sole 2mila unità ha portato a un aumento del reddito dichiarato di circa 600mila euro.
Secondo lo studio, il mancato incremento del numero di contribuenti nelle fasce "alte" negli anni precedenti al 2010 «deve far riflettere anche in merito all'effetto deterrenza che deriverebbe dalla annunciata intensificazione della lotta all'evasione fiscale».
La fascia in cui si è evidenziato l'aumento maggiore del numero di contribuenti è stata quella intermedia, ossia quella tra i 50 e i 100mila euro: qui, infatti, il numero di soggetti è passato da 585mila in media per i periodi di imposta 2007, 2008 e 2009 agli oltre 608mila soggetti nel 2010.
All'opposto di questa tendenza, sempre nelle dichiarazioni 2011, si è registrata una diminuzione del numero di contribuenti collocati nella fascia di reddito più basso (da zero a 10mila euro): dai 9 milioni e mezzo del 2009 si è passati a 8,2 milioni.
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