Tributario è un buco nero, ma la colpa è “della società” (anzi delle “scienze sociali!”)
di Raffaello Lupi
Tutte le riflessioni che scriviamo sui nostri Blog, la vivacità degli spunti di riflessione, le considerazioni “off topic”, persino gli scambi di invettive, quando capitano, sono emblematici di quello che chiamerei sapere umanistico-sociale.
Mentre ognuno gestisce come crede il sapere “umanistico-privato”, cioè l’amicizia, l’amore, i valori e il senso della vita, la poesia, il rapporto con l’eternità e l’infinito, il sapere umanistico che riguarda l’organizzazione sociale richiede una cultura. Sono aspetti trattati per secoli dalla filosofia assieme alle sue spiegazioni del mondo in generale, dell’essere e del conoscere, del principio delle cose e dell’esistenza di Dio. La filosofia tentava di spiegare il mondo a misura d’uomo, e le masse vivevano tranquillamente, pensando che ad attenderci ci fosse un altro mondo, costruito anch’esso a nostra immagine e somiglianza.
Poi, abbastanza rapidamente, il successo nella manipolazione della materia, delle scienze fisiche, ci ha svegliato dal torpore, facendoci capire di essere anche noi materia, compreso lo spirito e l’anima, se esiste (no hell below us above us is only sky).
E’ un contesto dove l’uomo non è più la misura di tutte le cose, e la vecchia filosofia si deve dividere tra gli studiosi della materia, i veri scienziati, e quelli che si limitano a riflettere sulla condizione umana e la convivenza sociale, dedicandosi all’economia, al diritto, alla morale, alla politica. Come naufraghi, ognuno ha cercato di costruire una propria scientificità attorno a qualche relitto del vecchio sapere, o a qualche sottoprodotto delle scienze della materia.
L’economia ha cercato di rivestire di matematica le proprie riflessioni sui comportamenti umani, come dicevamo qui ttp://raffaellolupi.postilla.it/2010/10/19/sulla-tassazione-attraverso-le-aziende-scienziati-delle-finanze-a-meta-del-guado/
Il diritto, per paura di pensare, di riflettere, si è sottomesso all’autorità, ai “materiali”, trasformandosi in un enorme “qualcuno dice che, l’articolo dice, la cassazione dice, la dottrina dice, il ministero dice..” senza mettersi in gioco e riflettere, perchè i materiali erano diventati “il suo oggetto”, la sua “materia”, così come gli atomi e le molecole sono “la materia” della fisica.
L’organizzazione sociale va avanti lo stesso, ma con mille affanni dove il senso comune condiviso non basta, tra cui nella tassazione attraverso le aziende. La cui disastrosa condizione non dipende dalla qualità umana degli accademici del diritto tributario rispetto agli altri studiosi della convivenza sociale. Anche l’accademia del diritto tributario ha riproposto inevitabilmente i disorientamenti delle scienze sociali, i complessi, le imitazioni della scienza della materia, la settorializzazione in ordine sparso (dove ciascun settore si considera il sale della terra e l’ombelico del mondo, costruendo arcane e autoreferenziali impalcature concettuali ad imitazione delle scienze della materia).
Tutte le settorializzazioni delle scienze sociali guardano il loro ombelico accademico e pensano alle loro code di paglia, ripiegate su se stesse, .imitando le scienze della materia con le loro classificazioni arcane, senza capire che il sapere umanistico sociale è fatto di sovrapposizioni, contaminazioni e zone grigie. Ma finchè ogni settore sta per conto suo, è relativamente inquadrato e i danni sono modesti. Il diritto commerciale, la procedura civile, l’economia politica possono permettersi di essere così. Quando bisogna mettere assieme vari pezzi di diritto, di economia di gestione aziendale, le cose si complicano.
Le ragioni del fallimento dell’accademia del diritto tributario dipendono da un malessere generale delle scienze sociali, che degenera quando elementi di varie scienze sociali devono essere selezionati e combinati tra di loro, come in materia tributaria. Se “il fisco puzza dalla testa”, la colpa non è dell’accademia dei tributaristi, ma lo è ancora di meno “del legislatore”, povero grande capro espiatorio, che tutti al tempo stesso maledicono e invocano…proprio come facevano gli antichi con i loro Dei adirati….
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