Proclami mediatici sull'evasione: comincio a dubitare...

E' comprensibile cavalcare in una certa misura gli equivoci in cui cade l'opinione pubblica, va benissimo persino parlare di "lotta all'evasione", perchè lo fanno i giornali e quindi un pò va bene cavalcare l'onda mediatica, anche se il problema è un altro, ma sentire, il presidente del consiglio dare tutta la colpa  "agli evasori"  che offre ai propri figli un pane avvelenato», consegnando loro «un Paese non vivibile», contiene una sfumatura di demagogia che non mi sarei aspettato...nessuno approva l'evasione, ma per spiegarsi la sparizione di tanto gettito fiscale, bisogna capire la provenienza di quello  che arriva nelle casse statali. E comincio a dubitare della capacità di chi spiega le entrate con l'onestà o la disonestà, o l'efficienza dell'agenzia delle entrate, senza capire che semplicemente c'è una fetta di italia cui nessuno richiede le imposte di persona, e che non si riuscirà mai a tassare con la gazzetta ufficiale. Possibile che un economista non si renda conto da dove viene il gettito  tributario, e pensi che esso viene "dal patriottismo degli onesti?"..Possibile che non si renda conto che le imposte vengono richieste dalle aziende, moderni esattori del fisco? Possibile che non si renda conto che cavalcare la tigre dell'invidia sociale contro quelli che, nel bene e nel male, organizzano la produzione, mettendoli alla berlina mediatica , significa seminare vento per poi raccogliere tempesta? Possibile che non si renda conto che alimentare queste lacerazioni significa minare la coesione sociale, e compromettere la stessa richiesta delle imposte? Possibile che non si renda conto che le imposte vanno richieste con fermezza, ma che non stiamo combattendo una crociata contro il Male, e che presentarsi in questo modo blocca la stessa richiesta delle imposte, drammatizzandola e trasformando l'agenzia delle entrate nella Santa Inquisizione e gli operatori economici nel simbolo del male? Vogliamo dire che il pasticcere è un criminale, che il sarto è un criminale, solo perchè si autoriducono le imposte che nessuno va loro a chiedere? Ma se il pasticcere è un criminale, allora figuriamoci Nestlè e ferrero, che l'opinione pubblica vede come grandi pasticceri..se il sarto è un criminale, figuriamoci benetton ed ermenegildo zegna, che l'opinione pubblica vede come grandi sarti...se il fabbro è un criminale , figuriamoci la marcegaglia e emilio riva, appunto  visti come grandi fabbri ...e via enumerando, per non parlare delle multinazionali e delle banche..Si crea così un clima sociale  mefitico, dove la riprovazione verso l'autonomo si sfoga sull'azienda, cui il fisco contesta tutto quello che registra, dicendo che l'ha registrato male, l'ha registrato tardi, l'ha registrato troppo presto, lo doveva registrare ad altro titolo,  lo doveva registrare un altro, e via enumerando  nella sceneggiata dei processi verbali di disquisizione sul regime giuridico della ricchezza registrata, perchè così si fanno  i numeri? Ma anche sulla ricchezza non registrata la drammatizzazione ed i toni  di santa crociata pregiudicano la richiesta delle imposte, perchè spingono ad accertamenti irragionevolmente punitivi, dove i costi  vengono negati, perchè illeciti, l'IVA viene ripresa due volte, distorcendo in chiave sanzionatoria la determinazione della ricchezza, come risultato  di un clima avvelenato, e depressivo economicamente....con chi organizza la produzione che dice..Beh sai che c'è ora l'iniziativa economica la faccio all'estero...oppure chiudo, e i posti di lavoro li creeranno i brigadieri della guardia di finanza, equitalia, i dirigenti di banca, i PM e i giornalisti...Ecco le chiavi  e buona fortuna!! Possibile che Monti non capisca che un clima sereno è la prima condizione per la crescita e che senza la fiducia di chi investe non si va da nessuna parte? Non capisce che un clima sereno è il prerequisito per colpire chi ruba davvero? Il presidente del consiglio dovrebbe cercare di rompere la spirale delle recriminazioni, sdrammatizzando e promettendo una seria richiesta delle imposte,  Invece i discorsi tipo " traditori della patria" e "pane avvelenato" alimentano le recriminazioni  sociali, la voglia di teste sulle picche, nonchè la sensazione che come al solito in Italia si affrontano i problemi a colpi di enfasi retorica.......che dovrebbe essere usata per far capire che siamo tutti sulla stessa barca, e che bisogna sistematizzare, e riorganizzare,  la richiesta delle imposte, punendo chi vi si sottrae, senza criminalizzare "a prescindere" . Con un messaggio di coesione e di spiegazione, non di lacerazione, come se la colpa fosse tutta di qualche capro espiatorio...perchè allora se la buttiamo sui capri espiatori uno più traditore dei pasticceri e dei commercianti si trova sempre....

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