Platone, Socrate e le tasse

Giulio de Caprariis, economista presso il Centro Studi Confindustria, mi segnala questo passo da La Repubblica di Platone. Secondo Giulio de Caprariis colpisce il tono più che la tesi (è Trasimaco che sta criticando Socrate esponendo la sua teoria della giustizia come utile del più forte), il tono di uno che afferma una cosa nota che risale alla notte dei tempi. 

"(...) in qualunque modo un uomo giusto ci perde rispetto a un ingiusto. Ciò vale anzitutto nei contratti di affari: ogni volta che siassociano un giusto e un ingiusto, non troverai mai che allo scigliersi della società il giusto ci guadagni sull'ingiusto, bensì che ci perde. Poi, nei rapporti con lo Stato: quando ci siano tributi da pagare, il giusto a parità di condizioni paga di più e l'altro di meno; e quando c'è da ricevere, l'uno non guadagna nulla e l'altro molto."
La Repubblica, Libro I, 343d

A me sembrano riduttivi i compartimenti stagni tra giusti e ingiusti, perchè la condizione umana e la convivenza sociale sono fatte di sfumature di grigi, di modalità variegate con cui l'individuo interagisce con l'ambiente. Quando c'è un'organizzazione collettiva in grado di chiederti le tasse le paghi  volentieri, anche perchè la stessa efficienza nella richiesta delle imposte si dovrebbe ragionevolmente riflettere nei servizi pubblici. vediamo  il contesto : un'organizzazione collettiva distrutta dal legalismo avvocatesco, incapace di chiedere le imposte, che usa quella poca capacità organizzativa che possiede per "chiedere alle aziende di chiedere le imposte", che dilapida quello che riesce ad ottenere in questo modo, che controlla solo quello che le aziende dicono, non quello che i proprietari nascondono, e poi farnetica di "lotta all'evasione"..., cIn questo  contesto, chi non è tassato attraverso le aziende non si sente "onesto" se paga. Probabilmente si sente "cretino". Sa benissimo che anche quelli tassati attraverso le aziende, al suo posto,  si guarderebbero bene dal pagare. Non dico che fa bene , registro solo un comportamento probabile dell'"uomo medio". Da dove cominciamo per raddrizzare le cose? Smettiamo di parlare di "lotta all'evasione". E cominciamo con una serena richiesta delle imposte, senza criminalizzazioni. Sapendo che le tasse si pagano quando  qualcuno ce le chiede. Chi può nascondere la ricchezza preferisce una lotta all'evasione a chiacchiere, con qualche malcapitato messo alla gogna (a chi tocca n'se ngrugna), anzichè una richiesta delle imposte generalizzata e serena. E che fa scattare la galera per chi cerca di ostacolarla, con ostruzionismi, menzogne e stecche. E' questo il fisco all'americana, dove la legalità non ha ancora soffocato il buonsenso.

Raffaello Lupi

PS a proposito di socrate, questo pezzo di Amore e Guerra con Woody Allen

http://www.youtube.com/watch?v=BbgzKvRZZoA&feature=related

il pezzo carino è il sillogismo, la fine è adatta sopratutto agli avvocati  americani..da noi boh...dopottutto il vertice del sapere umanistico sociale è l'umorismo....indispensabile ingrediente del sapere umanistico...le bestie non ridono ...almeno pare!

 

 

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