Il manifesto del PD: paghi chi non ha mai pagato

Il manifesto del PD: hanno pagato sempre gli stessi, paghi chi non ha mai pagato

I manifesti del PD con scritto  “hanno pagato sempre gli stessi, paghi chi non ha mai pagato”, sono perfettamente condivisibili. Ma semplicistici. Prima di tutto perché nessuno è riuscito  ad evitare di pagare almeno qualche cosa, come le accise sulla benzina, l’iva quando  fa la spesa, le tasse sulle bollette di gas e luce, magari la tassa raccolta rifiuti. Magari c’è chi non ha mai pagato imposte sui redditi ed IVA, ma il problema è dimostrare giuridicamente l’ordine di grandezza dello sconto che questo soggetto si è fatto. Il solito problema è organizzare con snellezza e sistematicità la richiesta delle imposte su queste realtà di grey economics, dove il nascosto deve essere valutato  e stimato. Altrimenti, senza sistematicità si fa giustizia a casaccio, si prende l’elenco di chi ha il suv, poi si vede che fa e magari se non ci piace gli chiediamo le imposte, altrimenti diciamo che va bene così. Perché il problema non è la carenza di fonti di innesco della richiesta delle imposte, ma l’imbarazzo provocato dall’eccesso di fonti di innesco rispetto al numero dei possibili interventi.  Nessuno si trae indietro davanti alla richiesta della Patria, anzi c’è chi si offre, come  hanno  fatto i ricchi  di tante nazioni, che invitano lo  stato a tassarli, si dichiarano  disponibili a pagare. Ma qui  si crea un problema di “dis-organizzazione” della richiesta. Col rischio di  una reazione a catena basata sul “perché io si  e lui no?!” che conferma l’importanza della sistematicità e della perequazione tributaria. Che vuol dire pagare in modo ragionevolmente uguale, non ragionieristicamente uguale, ma almeno non palesemente sperequato. E’ chiaro che un parrucchiere , un gioielliere o un altro “autonomo” farà un po’ di cresta rispetto al bancario o all’impiegato comunale, ma entro certi  limiti “fa parte del pacchetto”. Quando la differenza diventa eccessiva si crea un problema di credibilità, con le consuete lacerazioni e recriminazioni, da cui dobbiamo  partire per rilanciare la richiesta delle imposte dove le aziende non arrivano.

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