Crisi di settori economici e regimi fiscali
L'economia è una tra le componenti da combinare per costruire una teoria della tassazione, selezionando però con cura gli elementi da recepire, rispetto a quelli non rilevanti. La situazione economica generale di un settore può essere negativa, ma al suo interno tante imprese possono essere floridissime.Pertanto, la crisi di un settore non giustifica alleggerimenti fiscali su chi, in quel settore, guadagna. Possono esserci imprese agricole che guadagnano milioni, e pagano su spiccioli, grazie al sistema catastale; la crisi del settore non giustifica privilegi per chi nel settore se la passa benissimo. La crisi dei mercati finanziari non è un buon motivo per tassare al 12,5 percento chi raddoppia il capitale in tre mesi. La salvaguardia del "bene casa" non deve diventare lo "scudo fiscale" per chi specula sulle aree e si arricchisce con gli affitti. La crisi del commercio non è un motivo per detassare i redditi di chi è in un settore che comunque fa affari d'oro.
Nella crisi della tassazione aziendale, per la nota carenza di identità, di strtutture mentali, etc, si finisce spesso per confondere la situazione di una impresa con quella del settore cui appartiene. Il regime di determinazione della ricchezza è individuale, non collettivo, e una situazione di crisi collettiva può essere al più un elemento di stima indiretta della situazione di una singola impresa, tenendo però conto di tutte le sue caratteristiche specifiche.
La giustizia fiscale, insomma, esige di andare al di là della situazione generale della categoria, per individuare il singolo che guadagna, anche se la categoria perde. Il cattivo andamento di un settore non giustifica privilegi per chi nel settore fa affari d'oro. Ma spesso si sommano finalità semplificatorie, di difficoltà di accertamento, e criptoagevolative, secondo una caratteristica delle valutazioni umanistiche, dove interagiscono, e si sommano profili diversi tra di loro. Quello secondo cui si tende a tassare in modo più mite ciò che non si riesce a identificare o a determinare con chiarezza, o dove non ci sono informazioni, quello di semplificazione operativa (impossibilità di creare una azienda dove non c'è), quello appunto cripto agevolativo , di sostegno ad un settore, in cui si sostiene anche chi non ne ha affatto bisogno e se la cava benissimo da solo. Quindi una razionalizzazione della tassazione in agricoltura, o sui redditi finanziari, finirebbe per passare, mediaticamente, come un "inasprimento" del tipo "più tasse sui risparmiatori" o "più tasse sui contadini". Mentre si tratterebbe solo di ridurre posizioni di rendita o di privilegio. Ma senza una teoria della tassazione sono equivoci sempre all'ordine del giorno.
- Creato il .
- Visite: 1768