Contributo di solidarietà e dipendenti pubblici: stato tassatore e stato datore di lavoro

Mentre l'idea di mantenere il contributo di solidarietà per i calciatori dà solo l'idea del clima surreale, in quella di mantenerlo per i dipendenti pubblici un ragionamento sistematico c'è: si scrive contributo di solidarietà, ma si legge parziale  blocco stipendiale oltre 90 mila euro.  In questa confusione generale , se si mantiene la capacità di analisi e di riflessione teorica, se ne vedono davvero delle belle, perchè tornano alla ribalta problemi concettuali da decenni messi sotto il tappeto, come quello secondo cui la tassazione dei dipendenti pubblici è una partita di giro. Perchè, come dice qualcuno dei "tea party"  i dipendenti pubblici non pagano le imposte, ma prendono le imposte, perchè dalle imposte arrivano le loro retribuzioni. E' un punto di vista un pò grossolano, ma come tutti i ragionamenti , qualche cosa acchiappa. Indubbiamente c'è   una icnostituzionalità palese , come dichiara Ainis, nel pezzo che segue, dal sito internet del Il tempo, se lo stato interviene come "tassatore". Tassando solo i redditi pubblici e non altri. Lo stato potrebbe invece intervenire come datore di lavoro, congelando alcune retribuzioni, o riducendole. Bisogna vedere se ha i margini per farlo con legge. I diritti quesiti sono senza dubbio un valore, ma i valori assoluti non esistono. Tutti i valori interagiscono con altri valori, e siccome la crisi economica in parte deirva dalla spesa pubblica , ridurre la spesa pubblica proveniente dalle remunerazioni elevate dei dipendenti pubblici ha quel minimo di senso che evita la incostituzionalità. Lo stato datore di lavoro può fare quello che non può fare lostato tassatore, ed in effetti lo ha già fatto alcuni anni fa, sugli alti dirigenti. Certo dovrebbe essere un prelievo di solidarietà solo sul reddito di lavoro dipendente, non sull'irpef, pensiamo ad esempio al maestro elementare con altri redditi che gli fanno superare la soglia dei 90 o 150 mila euro. Però qualche ragionamento si può fare, invece di strillare che deve pagare qualcun altro. Torna evidente che la teoria delle scienze sociali non deve enfatizzare qualche valore, ma analizzare l'intreccio in cui si prensentano assieme tanti valori. Staremo a vedere.

dal sito internet dei "il tempo"

pure i magistrati "piangono miseria"

Le toghe protestano per il mantenimento del contributo di solidarietà.

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